martedì 14 luglio 2009

La merda che ci circonda

Ormai siamo nell'abisso.
E ne sono felice. Io masochista.
Non vedo più motivo di combattere. La battaglia è persa.
Cerco segni di vita dentro me.
Ma ormai, l'unico battito vitale che sento è condividere la merda che mi circonda.

Oggi siamo a Gerenzano (Varese).
Leggete il bollettino d'informazione pubblicato periodicamente dall'amministrazione comunale saldamente in mano ad un monocolore leghista.
Leggetelo.
E per piacere, abbiate il buongusto di vomitare.

Poi, per carità, ciascuno ritorni alle proprie miserie.

(immagine tratta dal sito www.repubblica.it)


3 commenti:

  1. Fabbiù, cchi te dì!
    Ormai abbiamo toccato il fondo e cominciato a scavare (le nostre fosse).
    Se le cose restano così questo paese è destinato a soffocarci nella merda!
    La verità è che gli stranieri ci fanno paura perchè in Italia sono rimaste per lo più persone mediocri (a voler essere buoni) che non hanno i mezzi, intellettualmente parlando, neanche per capire che il mondo non è limitato al proprio appartamento o alla villetta con giardino e piscina (ma senza colf, però, volgio vedere come faranno).

    Marco

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  2. caro Marco, sono deluso, deluso, deluso e non tanto da politici demagogici (leggi Lega e PDL) o inetti (leggi PD, e le varie anime ed animelle della "sinistra" più o meno estrema) bensì proprio da quei cittadini che si arrendono al lavaggio sistematico del cervello e alla triste mediocrità di una esistenza d'adattamento.
    Penso che denunciare, diffondere e condividere la merda che ci circonda ormai è l'unica arma che abbiamo.
    Poi, non so.

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  3. Caro Zym scusami ma ormai non serve nemmeno quello.Perché a denunciare, a condividere la merda, ad incazzarsi e sperare che qualcosa cambi siamo rimasti davvero in pochi, x lo più trattati dalla gente "normale" come esemplari da riserva indiana.E francamente impegnarmi per tanti signori che proprio non riescono a guardare oltre il loro mitico appartamentino o la villetta con giardino non credo che ne valga la pena.
    karl

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