mercoledì 29 luglio 2009

Cosenza quarto mondo 2











Oggi, 29 luglio 2009, sarebbe troppo facile pubblicare sul blog le foto della mia città costellata di cassonetti per la raccolta dell'immondizia stracolmi di rifiuti e magari condire il tutto con qualche commento tagliente e retorico.
D'altra parte, se l'azienda che si occupa della raccolta è in fallimento e non paga i dipendenti da 3 mesi, è naturale aspettarsi scioperi e disservizi.

No. Da bastian contrario quale spero di essere, oggi ed in futuro, tenterò di criticare sempre più, non solo gli artefici di questa situazione da quarto mondo, cioè i politici inetti e/o corrotti (a tal proposito ribadisco la mia opinione: nonostante tutto, sono più i primi che i secondi), bensì anche i miei concittadini.
Avete le visto le foto riportate sopra? Esse ritraggono i sedili di Corso Mazzini, orribilmente oltraggiati da cumuli di rifiuti posti dai soliti idioti sulle loro cavità sommitali.

Un trancio di pizza, una birra, due risate.
E dopo? Dove butto gli avanzi?

Nel cestino lì a dieci metri?

Ma nooooo, troppa fatica.
Buttalo qui sopra: tanto non si vede!


Le riflessioni che faccio sono due:
1) la grande quantità e diversità di oggetti abbandonati e la totalità dei sedili insozzati, mi fa pensare che i responsabili nn siano pochi porci, ma la stragrande maggioranza dei frequentatori del cosiddetto "salotto buono" di Cosenza;
2)i miei concittadini hanno una straordinaria capacità di non accorgersi delle brutture che li circondano: non una protesta, non un articolo sul giornale. Addirittura, posso assicurarvelo, nessuno si è minimamente accorto di quello strano tizio col pizzetto che stava scattando foto sotto il sole a 35° non ad artistiche statue, ma ad anonimi sedili.

Qua non c'entra nè la Vallecrati, nè il sindaco, nè il dipendente fannullone.

Qua, con l'inciviltà o con l'indifferenza, c'entriamo solo noi.

Inkazzatevi, per favore!!!!

martedì 21 luglio 2009

TRASFUSIONE ETNICA



Ci stanno succhiando il
sangue.

(http://www.svimez.it/ rapporto SVIMEZ 2009 sull'economia del mezzogiorno).

Negli ultimi 10 anni, 700.000 dei nostri conterronei, diconsi s e t t e c e n t o m i l a, sono emigrati per lavoro.
In pratica, è come se avessimo trasferito nel profondo nord l'intera regione Basilicata (o la provincia di Cosenza).

Ma, attenzione, non è solo una questione di quantità, ma soprattutto di qualità: la percentuale di laureati col massimo dei voti (110/110 e lode) emigrata al nord è passata dal 25% del 2004 al 38% del 2008.

Cioè, oggigiorno, più di un laureato (col massimo dei voti) su 3 se ne va al nord.

Come è possibile affrancarsi, librarsi, dal pietoso stato di arretratezza nel quale sguazziamo, quando buona parte dei nostri migliori cervelli spicca il volo verso altri lidi?

E' come se un paziente ricco ed in buona salute, succhiasse periodicamente sangue ad un poveraccio di sana costituzione ma debole ed affamato.

Benvenuti nell'era della TRASFUSIONE ETNICA.

martedì 14 luglio 2009

La merda che ci circonda

Ormai siamo nell'abisso.
E ne sono felice. Io masochista.
Non vedo più motivo di combattere. La battaglia è persa.
Cerco segni di vita dentro me.
Ma ormai, l'unico battito vitale che sento è condividere la merda che mi circonda.

Oggi siamo a Gerenzano (Varese).
Leggete il bollettino d'informazione pubblicato periodicamente dall'amministrazione comunale saldamente in mano ad un monocolore leghista.
Leggetelo.
E per piacere, abbiate il buongusto di vomitare.

Poi, per carità, ciascuno ritorni alle proprie miserie.

(immagine tratta dal sito www.repubblica.it)


venerdì 10 luglio 2009

Cosenza quarto mondo

C'è chi parla di città europea.

Chi di piccola Parigi.

Sarà...ma lo scorcio di Cosenza che si vede in questo video, a me ricorda le periferie del quarto mondo.

Buona visione.

p.s. errata corrige: la strada ripresa, non costeggia, come indicato nel video, il fiume "Crati", bensì il fiume "Busento". Pardon.


domenica 5 luglio 2009

Tasse ed imbecilli


(immagine tratta dal sito http://www.3click.tv)

Autostrada A3. Poi, da Caserta, autostrada A1.
Viaggio Cosenza - Bergamo.
Decidiamo con mia moglie di fare una sosta.
Mi sgranchisco le gambe, una pisciatina, il panino, rifornimento e via.
Vado alla cassa, fila lunga.
Che palle, penso. Mi concentro su un particolare: la maggioranza dei poveri cristi in fila non ha nulla in mano. Ah, già che stupido: se vuoi un muffin o un caffè, prima devi fare lo scontrino. La fila scorre. Mi avvicino. Ancora ce ne sono 5 o 6 prima di me. Ora ascolto quasi distintamente il dialogo cliente-cassiere.
No. Non erano panini, caffè, succhi di frutta. O almeno, non erano solo quelli. Accanto ad ogni ordinazione, la mano del cliente giunto dinanzi al cassiere si posa sempre su una scheda del Gratta e Vinci posta in bella mostra.
Il signore anziano, la mamma di 3 indiavolati bambini, il ragazzo proprio dinanzi a me. Tutti invasi dall'ansia di azzardare. Di vincere. Di dare una svolta a questa vita del cazzo. Ma non tramite il lavoro, l'impegno, l'abnegazione e le competenze...che, detto tra noi, effettivamente servono a poco.
Ed allora meglio affidarsi all'alea, alla fortuna, al culo.

Ora vi racconto una favoletta.
Nel 1993 gli italiani spesero per i giochi d'azzardo 6,67 miliardi di euro.
Poi, successe qualcosa. L'Italia DOVEVA entrare nella zona euro. Ma per essere accettati in questo esclusivo club servivano soldi, tanti soldi ("parametri di Maastricht"). Così, ci si scervellò sulla possibilità di avere un maggiore gettito fiscale senza aumentare le tasse. Pensa che ti ripensa, qualcuno ebbe un lampo di genio ricordando che esiste una tassa che la gente è disposta a pagare divertendosi pure: il gioco d'azzardo.
Bene! Disse quel qualcuno. Allora liberalizziamo, moltiplichiamo le frequenze delle giocate, inventiamoci nuovi giochi, insomma, disse sempre quel qualcuno: creiamo un'industria del gioco d'azzardo!
Le giocate settimanali del lotto arrivarono a 3, si introdussero nuovi giochi come il Totogol, il Totosei, il famoso SuperEnalotto, le Lotterie istantanee, le scommesse sportive, sino al gioco online 24 ore su 24.
A distanza di 14 anni da quella geniale intuizione, ecco il dato del 2007: i miliardi di euro spesi dagli italiani sono stati 42. E nel 2008 si stima siano stati addirittura 59.
In sintesi: gli italiani, ancora una volta, risposero all'unisono!

Solo che a quel qualcuno che nel 1993 fondò lo stato biscazziere, in realtà venne in mente una famosa frase di Camillo Benso Conte di Cavour: "il gioco d'azzardo legalizzato è la tassa degli imbecilli".
Proprio imbecilli, sì, soprattutto se si considera il fatto che la maggioranza delle persone che giocano d'azzardo sono quelle appartenenti ai ceti economicamente più sfavorevoli: casalinghe, pensionati, occupati precari
http://centrostudi.gruppoabele.org/gambling/?q=system/files/Conagga_ricerca_nazionale_2008.pdf

Ricapitolando: il gioco d'azzardo è una tassa, è versata volontariamente, colpisce chi è più povero ed in più è pagata col sorriso sulle labbra.

Insomma il qualcuno che fondò l'industria italiana del gioco d'azzardo ripose fiducia sull'imbecillità degli italiani e la disperazione dei ceti emarginati dallo sviluppo del turbocapitalismo.

E ne fu ripagato. Alla grande.